L’Italia è il paese con più persone over 60 al mondo dopo il Giappone

Che l’Italia sia diventata un paese di vecchi non è affatto una novità . È l’Istat a confermarlo, ancora una volta: per ogni 144,5 anziani ci sono 100 giovani. Una cifra che incute non poco timore. Sebbene sia vero che i bambini continuano a nascere, è vero anche che la popolazione invecchia, vista la maggior longevità che si registra tra la popolazione adulta. A meno che non ci sia un’impennata delle nascite, in Italia ci saranno sempre più nonni che nipoti. La prospettiva non è consolante: 256 vecchi ogni 100 giovani nel 2050. Infatti, l’Italia si piazza al secondo posto per longevità al mondo, dopo il Giappone e, insieme alla Francia, si contano oltre 15,000 persone sopra i 100 anni. Purtroppo il 2019 è ricordato come l’anno dei record negativi, insieme al 2018.
per saperne di più https://www.istat.it/storage/rapporto-annuale/2018/capitolo3.pdf

I dati dell’Istat mostrano un’Italia con un evidente problema di denatalità , sul quale è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Va assunta ogni iniziativa per contrastare questo fenomeno», ha detto il capo dello Stato, spiegando che si rischia un indebolimento del «tessuto del nostro Paese. Chi è anziano come me – commenta Mattarella – ha ben presente l’abbassamento di scala della natalità nelle generazioni. Due generazioni prima della mia, i figli erano numerosi; poi si sono ridotti ancora. E questo è un problema che riguarda l’esistenza del nostro Paese. Quindi le famiglie non sono il tessuto connettivo dell’Italia, le famiglie sono l’Italia. Perché l’Italia non è fatta dalle Istituzioni ma dai suoi cittadini, dalle persone che vi vivono».
Il rapporto annuale dell’Istat evidenzia che l’età media delle madri sia di 32,1 anni mentre aumentano le ultra quarantenni che fanno più figli delle giovani sui 20 anni. I dati scoraggianti delle nascite delle donne italiane vengono al tempo stesso compensati dalle nascite delle donne immigrate.
Circa un quinto dei bimbi nati nel 2019, infatti, ha madre straniera. Tra queste nascite, pari a un totale di 85 mila, 63 mila sono quelle prodotte con partner straniero (che incrementano il numero di nati in Italia con cittadinanza estera), 22mila quelle con partner italiano.
Un dato positivo, invece, arriva dalla speranza di vita: 85,3 anni per le donne e 81 per gli uomini. Si segnala, inoltre, un ulteriore rialzo dell’età media: 45,7 anni al primo gennaio 2020.

Ma c’è di più: per coloro che hanno tra i 65 e i 69 anni è stato coniato un neologismo «i giovani anziani», che nel tempo hanno aumentato la partecipazione sociale e, soprattutto, la partecipazione culturale: se dieci anni fa il 14% di questa fascia d’età andava al cinema e al teatro, adesso ci va il 17, lo stesso vale per i musei (si sale al 24,7 per cento contro il 21,2).
Questo è quello che riguarda il 2019, ma come si prospetta il futuro delle nascite per questo 2020?
Con il Corona Virus potrebbe ridursi la natalità . Il presidente di Istat, Gian Carlo Blangiardo, ha pubblicato un documento che contiene una serie di scenari con i quali si simulano i possibili effetti sul numero di nascite del Covid-19. Il peggiore di questi ipotizza per il 2021 di scendere sotto 400 mila nati, una soglia che le proiezioni indicavano come raggiunta nel 2032.
Blangiardo sottolinea come tra le conseguenze della pandemia, aldilà di quelle di ordine sanitario, ci siano “anche talune rivoluzionarie trasformazioni imposte all’organizzazione sociale e familiare, nel cui ambito le stesse relazioni della vita di coppia e le scelte nella sfera affettiva e riproduttiva finiscono con risultare esposte al cambiamento”. Ad oggi le coppie che avevano nei piani quello di allargare la famiglia, ci hanno pensato due volte. Il Covid-19 ha ridotto molte di queste persone in rovina, lasciando poco e niente su cui costruire la vita di un futuro nascituro.



