La terra del fuoco e del ghiaccio

Molto spesso le pubblicità delle agenzie di viaggi, ci mostrano destinazioni paradisiache come le Maldive o il Madagascar, con un bel primo piano su una coppia felice che sorseggia un mojito sulla spiaggia. Questo invoglia inevitabilmente ad immaginare anche noi a bere un cocktail in riva al mare su un’isoletta sperduta nell’Oceano Indiano. Nei momenti di mental breakdown sarebbe proprio l’ideale. Nel 90% dei casi le persone sognano spiagge caraibiche ma se chiedessero a me il luogo dei miei sogni, io risponderei: l’Islanda.Vi chiederete perché tra tante isole proprio quella dove si congelano le dita delle mani… la mia risposta potrebbe sembrare un po’ banale, ma sogno di vedere l’aurora boreale fin da piccola. E’ uno spettacolo che avviene nel cielo a causa degli atomi presenti negli strati superiori dell’atmosfera, che vengono colpiti da elettroni ad alta energia. Per farvela breve, i colori mozzafiato che vedete nel cielo sono dovuti ad un “semplice” scontro.

” Le luci del Nord”

Ci sono alcuni miti da sfatare:

In Islanda non fa sempre freddo e in inverno non si diventa dei polaretti.

Il tempo cambia in continuazione infatti è molto popolare la battuta: “se non ti piace il tempo, aspetta 5 minuti”. In realtà, in Islanda c’è un clima molto più mite di quello che si pensa, grazie alla calda Corrente del Golfo .

Altro mito da sfatare: Si è diffusa una voce, falsa naturalmente, per cui gli islandesi, essendo circa 300.000 abitanti, sarebbero potuti finire a letto con un cugino/a e avrebbero inventato un ‘app per evitare relazioni incestuose. In realtà l’app in questione si chiama ÍslendingaApp, cioè, “il libro degli islandesi” ed è nata col preciso intento di tracciare la genealogia di una persona fino ad arrivare ai tempi dei primi coloni.

Ultimissimo mito da sfatare, al quale anche io credevo fino a qualche tempo fa: Gli islandesi non discendono dai Vichinghi ma dagli agricoltori norvegesi che volevano allontanarsi proprio da loro e allevare il bestiame in tranquillità.

A causa delle avverse condizioni climatiche e del terreno inospitale, i primi islandesi vissero costantemente sull’orlo della carestia. Il clima instabile rende l’isola inadatta all’agricoltura ed è per questo che la cucina islandese è povera di verdure ma ricca di carne e pesce.

l’Islanda non è famosa per le sue pietanze gastronomiche ma, al contrario, sono alquanto disgustose…..a meno che non vi alletti l’idea di provare i testicoli di montone. Mi sono documentata su tutti i loro cavalli di battaglia culinari e credetemi, da quello che ho letto, se andassi in Islanda potrei mangiare solo Hverabraud, ovvero il pane. Comunque, quando un giorno organizzerò questo viaggio, non sarà di certo per scoprire la loro arte culinaria. Passiamo invece a cose più esaltanti e ai luoghi da non perdere:

  • La cascata Skógafoss e Seljalandsfoss

Seconda una leggenda, ci sarebbe un tesoro nascosto dietro la cascata Skógafoss e chiunque si bagni nelle sue acque potrebbe magicamente ritrovare un oggetto perduto da molto tempo.

  • Il ghiacciaio Langjökull è il secondo ghiacciaio più grande al mondo.
  • Blue lagoon, area geotermale in cui non viene alterata l’acqua con disinfettanti chimici. Per questo le norme igieniche sono molto severe e prevedono che si faccia una doccia totalmente nudi prima di immergersi.
  • La sabbia nera di Stokksnes, promontorio della costa sud-orientale.
  • Come spostarsi nel territorio?

Un viaggio on the road è il modo migliore per scoprire le bellezze dell’Islanda.

  • Il villaggio di Vík í Mýrdal, un piccolo ma suggestivo borgo che si affaccia sull’oceano, dominato dai faraglioni e una scogliera in basalto colonnare.
  • Gli immancabili geysir, il più famoso è quello di Strokkur, situato nella parte sud-ovest dell’isola.
  • L’aurora boreale a Aldeyjarfoss

Il posto perfetto per ammirare l’aurora boreale in tutta la sua magnificenza.

Spero che quest’articolo vi abbia invogliato a prendere in considerazione l’Islanda come meta del vostro prossimo viaggio. Aurore boreali, sole di mezzanotte e natura incontaminata vi aspettano!

Diario di una bionda

Un po’ di tempo fa, non ricordo esattamente quando, ero a pranzo fuori con un’amica. Al tavolo affianco c’erano due uomini che discutevano a voce alta. È stato inevitabile sentire la loro conversazione. Uno di loro ha esclamato “hai visto quella nuova che ha preso il posto di Michele (nome a caso), non me l’aspettavo da una bionda!”. Questa non è la prima volta che,sfortunatamente, sento qualcosa del genere. Da sempre il colore dei miei capelli mi ha procurato non poche battute di cattivo gusto e scommetto che altre “stupidine” come me possano confermarlo. La cosa divertente è che, due anni fa, dopo essermi tinta i capelli di rosso, l’appellativo più gettonato affibiatomi è diventato “pel di carota”. Quando il biondo è tornato prepotente, come per magia, è tornata anche la stupidità. Ci avete mai fatto caso che nei film, eccovi qualche esempio: “La rivincita delle bionde”(2001), “Mean girls” (2004) o nella serie tv “Glee”, le proganiste e/o personaggi di secondo piano che fanno la parte delle stupide, hanno (ma guarda un po’) tutte i capelli biondi? .

Mean Girls

Ora devo ammettere che nel primo film che ho citato, per chi non lo avesse visto, Elle Woods (Reese Witherspoon) riesce a *rullo di tamburi* laurearsi in legge alla prestigiosissima facoltà di Harvard. Nonostante il riscatto finale della protagonista, il problema rimane. Nel film si alimenta comunque lo stereotipo della bionda che pensa solo ai vestiti e alla sua folta chioma lucente. Però, bel tentativo!. Ma tornando ancora più indietro nel passato, precisamente nel 1339, Petrarca, un nostro evidente fan, rievocava il primo incontro con Laura nel Canzoniere in cui “i suoi capelli biondi erano sparsi al vento che li avvolgeva in mille dolci nodi”. Diciamo che nel periodo del Dolce Stil Novo noi bionde eravamo al culmine della popolarità ma questa volta in senso buono. I riflettori sulla donna-angelo si sono spenti lentamente per poi essere puntati sulle brune. Un esempio è Leopardi che descrive “La dolce lode delle negre chiome” i capelli di Silvia nella sua famosa lirica del 1828. Facendo un bel salto di 125 anni in avanti, si arriva forse alla radice del problema. Si pensa che la donna che abbia dato vita a tutto ciò sia, nientepopodimeno che, Marilyn Monroe, una delle donne più belle della storia del cinema. Il film incriminato è “gli uomini preferiscono le bionde” (1953)

Marilyn Monroe ne “Gli uomini preferiscono le bionde”

in cui la stessa attrice finisce inevitabilmente per essere associata al suo personaggio di donna superficiale, volubile e capricciosa, definendo così il luogo comune che tutti conosciamo oggi. Ovviamente ora non è che sto puntando il dito a Marilyn Monroe, per carità. Non penso che un solo film possa condizionare la mente di miliardi di persone. Ma tirando le somme, la tv e il cinema hanno contribuito ad alimentare uno stereotipo ormai radicato profondamente a livello socio-culturale. In America è andato in onda il 2 maggio del 2010 l’episodio dei simpson “videosorveglianza e reality show” in cui Lisa Simpson si tinge i capelli per “essere presa sul serio”.

Perchè diciamocielo, in un film siamo abituati a vedere sciocche liceali, cameriere un po’ tonte, frivole cheerleader e in generale donne piuttosto facili, tutte accomunate dallo stesso colore di capelli. Ma passiamo ai fatti. Io, essendo bionda e quindi di parte, non posso dare la conferma che l’equazione bionda=stupida non sia vera. Ma è la scienza a dirlo. È stato condotto uno studio da Jay Zagorsky del Center for Human Resource Research (CHRR) alla Ohio State University, sull’ Economic Bulletin. Sono stati esaminati i dati di 11 mila persone su soggetti tra i 14 e 21 anni. Ne è risultato un QI di 102,7 per le castane, 101,2 per le rosse e sarete sorpresi di sapere che sul podio si piazzano proprio loro. Con un QI di 103,2 il primo posto va alle BIONDE.

Questo test ha dimostrato come non sia possibile stabilire una relazione genetica tra il colore dei capelli e l’intelligenza. L’autore dello studio ha aggiunto in seguito “non credo che si possa dire con certezza che le bionde sono più intelligenti, ma si può sicuramente dire che non sono più stupide”. Quindi ora mi rivolgo in particolare alle mie amiche bionde. Non ci serve uno studio per sapere che non siamo delle zucche vuote perchè, come si suol dire, l’abito non fa il monaco. La prossima volta che sento qualcun altro dire che una donna bionda non possa arrivare lontano, mi ricorderò che nella lista delle 100 donne più potenti del mondo, per il settimo anno di fila, al primo posto c’è Angela Merkel, cancelliera tedesca, e che Hillary Clinton è stata la PRIMA donna ad essere candidata alla presidenza americana. E come qualcuno direbbe “però! non me l’aspettavo da una bionda”.

5 idee per passare il tempo a casa

Visto che ormai siamo confinati in casa da ben 5 settimane e siamo stufi di svolgere sempre la solita routine – svegliarsi, mangiare, dormire – il web ci offre un mondo di opportunità per passare il tempo imparando anche cose interessanti e utili per il futuro.

  1. I musei di tutto il mondo hanno messo a disposizione tour virtuali per visitarli comodamente dal divano di casa nostra.

2. Rai Cultura offre gratuitamente audiolibri di moltissimi romanzi, dai grandi classici ai contemporanei. Un’opportunità da non farsi scappare.

Rai Cultura, oltre alla letteratura, ha messo a disposizione film, cortometraggi e approfondimenti cinematografici sempre gratuiti.

https://www.raicultura.it/cinema/articoli/2020/03/Cinema-36badc66-e6bf-4624-aaa3-de5516785584.html

3. Per chi si volesse cimentare in cucina e provare ricette nuove e gustose, ecco la pagina di uno dei miei food blogger preferiti: https://melagodo.weebly.com/#

orecchiette con pesto di pomodori secchi

4. Per ritrovare il vostro benessere fisico e mentale, propongo un’attività estremamente efficace: lo Yoga. Vi aiuterà a sentirvi più forti e a vostro agio con il corpo, è ottimo per disintossicare l’organismo grazie agli esercizi dinamici e alle pratiche di respirazione e, inoltre, per chi soffre di mal di schiena può essere una buona soluzione.

DownDog è un app che offre i suoi servizi gratis fino al primo maggio ma per gli studenti e professionisti sanitari fino al primo luglio.

app DownDog

5. È sempre bene prendersi cura del proprio aspetto, soprattutto ora che abbiamo più tempo, facendo lo scrub, che aiuta ad idratare la pelle e a renderla più luminosa. É possibile farlo in casa con pochissimi ingredienti:

  • Scrub al caffé per il corpo

Il caffé è ottimo contro la cellulite e le difficoltà circolatorie per combattere le vene varicose. Tenete da parte il fondo del caffè, unite un cucchiaio di zucchero di canna, 3 cucchiai di olio di mandorle e, se vi piace, un cucchiaino di cannella o essenza di vaniglia per aromatizzare il vostro scrub. Mescolate bene e applicate lo scrub sul corpo massaggiando con i polpastrelli in senso circolare.

  • Scrub allo zucchero

Questo scrub lo potete utilizzare su tutto il corpo e sul viso, mani e unghie. Per prima cosa pulite bene la pelle evitando la zona degli occhi. Mescolate un cucchiaio di zucchero di canna e uno di miele con due cucchiai di farina di mandorle, due cucchiaini di olio d’oliva e un cucchiaio di yogurt naturale ed amalgamate il tutto.

La quarantena ai tempi del COVID-19

Il coronavirus ha notevolmente cambiato i nostri piani, interrompendo concerti e viaggi, chiudendo molti musei e mostre e costringendoci a stare in casa per evitare il contagio. Ma questo non è un motivo per non fare nulla tutto il giorno aspettando che tutto finisca. Le nuove tecnologie consentono di diversificare il tempo libero senza violare la quarantena. Molti centri culturali e gallerie hanno reso disponibili corsi,podcast e trasmissioni video, gratutiti o con uno sconto. Le scuole e le università di tutto il mondo si sono attivate per permettere ai propri studenti di continuare e non perdere le lezioni. C’è chi grazie alle piattaforme digitali come “zoom” o “webex” può lavorare da casa, con il cosiddetto “smart working”. Se pensassimo che nel XX secolo tutto ciò non era possibile, ora non ci staremmo lamentando così tanto. Nel 1918 si diffuse l’influenza spagnola, una pandemia che infettò un quinto della popolazione mondiale uccidendo 50 milioni di persone, molte più delle vittime della Grande Guerra. Dall’influenza spagnola abbiamo appreso lezioni importanti sull’efficacia della quarantena. Essa definisce un intervallo di tempo di quaranta giorni che venne impiegata per la prima volta a metà del XIV secolo per contenere la peste bubbonica, evitando che si diffondesse. Alcuni anni fa, ricercatori coordinati da Howard Markel, professore di storia della medicina all’Università del Michigan, hanno pubblicato uno studio che valuta l’efficacia della quarantena utilizzando i dati ricavati dall’epidemia di influenza spagnola del 1918. Secondo la ricerca, per fermare un’epidemia è necessario agire presto, con misure come la chiusura delle scuole e il divieto di assembramenti. In un certo senso, con il COVID-19 si sta vivendo un po’ un deja-vù, ma ciò che fa la differenza tra la pandemia di ieri e quella di oggi è sicuramente il progresso della scienza e della medicina. Oggi siamo molto più preparati rispetto al passato a fronteggiare emergenze come questa. Purtroppo non si è ancora trovato un vaccino a questo terribile male e l’unico modo per fermare il contagio è proprio non uscire di casa. Sebbene si stia vivendo un periodo veramente difficile in cui nessuno può abbracciare i propri cari o fare una tranquilla passeggiata per la città, tutta Italia ha iniziato a cantare dai balconi e si è unita in canti di gioia e di speranza. Molti paesi del mondo hanno mostrato la loro solidarietà verso il nostro paese, che è stato il primo ad essere stato colpito duramente dal virus dopo la Cina. Anche se il COVID-19 ci ha divisi fisicamente, in realtà non siamo mai stati così uniti gli uni con gli altri.