Il libro perduto del Dio Enki

Zecharia Sitchin è nato a Bacu in Russia ed ha vissuto in Palestina, dove ha studiato la Bibbia ebraica e archeologia del Medio Oriente, prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti. Ha dedicato tutta la sua vita allo studio delle lingue semitiche ed è un’esperto di civiltà Sumera, tanto da essere uno dei pochi studiosi in grado di poter decifrare le iscrizioni scritte nei caratteri “cuneiformi”, che ricoprono bassorilievi e le tavolette di argilla ritrovate in tutto il Medio Oriente. Nei suoi libri traduce i testi sumerici ed evidenzia le somiglianze tra i miti religiosi Sumeri, Greci e Cristiani. La sua visione è semplice ma sconvolgente: i testi sacri dei popoli antichi non sono una creazione fantastica, ma confusa memoria di fatti realmente avvenuti.

Circa 445.000 anni fa, astronauti provenienti da un altro pianeta giunsero sulla Terra in cerca di oro. Qui assunsero il ruolo di divinità, trasmettendo la civiltà al genere umano e insegnando agli uomini a venerarli. La storia completa dell’impatto degli Annunaki sulla civilizzazione umana è stata magistralmente narrata da Zecharia Sitchin nelle sue opere precedenti e in particolare ne Le Cronache Terrestri. Fino a oggi però, è sempre mancato il punto di vista fondamentale, quello degli stessi Annunaki, “coloro che dal Cielo scesero sulla Terra”.

Com’era la vita sul loro pianeta?

Quali ragioni li hanno spinti a stabilirsi sulla Terra e che cosa li ha poi allontanati dalla loro nuova patria?

Per trovare risposta a queste domande serviva la testimonianza diretta di chi aveva vissuto da protagonista quelle antiche vicende. Convinto dell’esistenza di questa testimonianza, Sitchin ha cominciato a cercarne le prove. Grazie ad uno studio approfondito delle fonti primarie, ha ricreato le memorie di Enki, il comandante degli Annunaki.

Nasce così Il Libro perduto del Dio Enki, una storia che ha letteralmente inizio in un altro mondo. Un racconto epico di dei e uomini che si svolge parallelamente alla Bibbia e che mette in discussione molte delle nostre certezze sul passato e sul futuro.

Da sempre l’uomo s’interroga sulla sua provenienza, sul significato dell’esistenza e se ci sia vita extraterrestre nell’universo. L’esobiologia, ad esempio, è un campo speculativo della biologia che ne considera la possibilità e la sua possibile natura. Ciò che è certo è che in questo periodo difficile la popolazione mondiale è a rischio. Abbiamo dovuto reinventare la nostra routine quotidiana e organizzare piani a lungo termine per il nostro futuro. Questa pandemia è la ciliegina su una torta composta da altri eventi catastrofici che stanno distruggendo il nostro pianeta. Pensate a tutti i cambiamenti climatici sviluppatosi a partire dal XX secolo e agli incendi che hanno distrutto la vegetazione e causato la morte di milioni di animali, all’inizio di quest’anno in Australia. Se non s’iniziano a trovare soluzioni efficaci al problema, forse faremmo meglio a trovare un modo per lasciare il pianeta come gli Annunaki.