Informatica 3° anno glossario EU Climate Change
Categoria: università
Literary Adaptation
Di seguito troverete i video da me realizzati in italiano e in inglese per l’esame di Literary Adaptation, tenuto dalla professoressa Adriana Bisirri e dal professore Alfredo Rocca presso la SSML Gregorio VII. Nei video ho analizzato il libro “Memorie di una geisha” di Arthur Golden e l’omonimo film del 2005 diretto da Rob Marshall.
Un ringraziamento ad Astrambiente e UNITALIA
Giornalismo cartaceo o digitale?
Come i social media hanno cambiato il giornalismo tradizionale
Partendo dai primi passi del giornalismo, intorno al 1500, per passare alle agenzie stampa dell’800, fino ai quotidiani di oggi, vediamo come la diffusione delle notizie si sia evoluta col tempo. Alla fine del XIX secolo, assistiamo all’ascesa dell’impero giornalistico, in auge ancora oggi. Nel XX secolo prende piede un altro evento: l’affermazione dei mass media.Grazie a questi nuovi mezzi, il giornalismo si è diffuso non solo attraverso la stampa ma anche attraverso la televisione, la radio e infine internet. Si parla infatti di giornalismo digitale. Gli articoli di giornale, sia su carta che su internet, hanno in comune le famose 5 W (Who, What, When, Where, Why) a cui ogni giornalista deve rispondere, per riuscire a comunicare in maniera diretta e concisa l’informazione che vuole far passare. La differenza principale tra il giornalismo cartaceo e digitale, si riscontra nella presentazione grafica delle testate: nella testata del quotidiano cartaceo prevalgono, e sono messi in evidenza, i titoli e gli articoli stessi; in quella del giornale online, invece, si trovano brevi riferimenti alle notizie inseme a molte immagini, video, pubblicità e link che rimandano ad approfondimenti.

Internet ha rivoluzionato il mercato della comunicazione divenendo un nuovo canale che minaccia i giornali e la carta stampata, perché se l’informazione corre sempre più sul web, quella su carta stampata perde colpi; In questo quadro, la rete la fa sempre più da padrona: gli investimenti sul web aumentano, così come aumentano le aziende che si rivolgono a internet per la loro pubblicità. I giornali devono mantenere la loro funzione in un mercato dove la presenza dell’informazione online è sempre più massiccia. Il giornalismo standard sta vivendo notevoli cambiamenti legati alle trasformazioni sociali, culturali, economiche e tecnologiche. I social media portano nuove caratteristiche come il dialogo interattivo e le interazioni sociali. I giornalisti ora possono avere delle vere e proprie conversazioni con il loro pubblico. Anche i dibattiti online sono stati messi in atto in modo che tutti possano esprimersi.La tradizionale comunicazione a senso unico si sta trasformando in conversazioni a due vie. I social media hanno dato un significato reale alla libertà di parola. Nella storia, esprimersi non è mai stato così facile.

Twitter è un social media molto professionale, in quanto aiuta i giornalisti a contattare persone che potrebbero non vedere mai di persona. E’ anche un buon modo per avere delle storie da raccontare non appena accadono. Aumenta la simpatia di alcuni giornalisti e gioca un ruolo chiave nel modo in cui interagiscono con il loro pubblico. La convergenza tra la vita personale e quella professionale, ad esempio su Twitter, è un segno significativo dell’adozione dei social media. Ma dov’è la fregatura? Un nuovo problema che i social media hanno sollevato, è che ci sono troppe notizie. Il pubblico non riesce sempre a capire la veridicità delle notizie, le fake news, che vede sui social media. Di quale organizzazione di notizie dovrebbero fidarsi? La gente continuerà a fidarsi delle grandi agenzie di stampa di cui si è sempre fidata, ma che ne sarà della prossima generazione? L’Irish Social Journalism Survey del 2014 ha pubblicato la statistica secondo cui il 64% dei giornalisti irlandesi ha dichiarato che non ci si può fidare delle informazioni sui social media. http://newslab.insight-centre.org/publications/Irish-social-journalism-2014.pdf.
Il libro perduto del Dio Enki
Zecharia Sitchin è nato a Bacu in Russia ed ha vissuto in Palestina, dove ha studiato la Bibbia ebraica e archeologia del Medio Oriente, prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti. Ha dedicato tutta la sua vita allo studio delle lingue semitiche ed è un’esperto di civiltà Sumera, tanto da essere uno dei pochi studiosi in grado di poter decifrare le iscrizioni scritte nei caratteri “cuneiformi”, che ricoprono bassorilievi e le tavolette di argilla ritrovate in tutto il Medio Oriente. Nei suoi libri traduce i testi sumerici ed evidenzia le somiglianze tra i miti religiosi Sumeri, Greci e Cristiani. La sua visione è semplice ma sconvolgente: i testi sacri dei popoli antichi non sono una creazione fantastica, ma confusa memoria di fatti realmente avvenuti.


Circa 445.000 anni fa, astronauti provenienti da un altro pianeta giunsero sulla Terra in cerca di oro. Qui assunsero il ruolo di divinità, trasmettendo la civiltà al genere umano e insegnando agli uomini a venerarli. La storia completa dell’impatto degli Annunaki sulla civilizzazione umana è stata magistralmente narrata da Zecharia Sitchin nelle sue opere precedenti e in particolare ne Le Cronache Terrestri. Fino a oggi però, è sempre mancato il punto di vista fondamentale, quello degli stessi Annunaki, “coloro che dal Cielo scesero sulla Terra”.
Com’era la vita sul loro pianeta?
Quali ragioni li hanno spinti a stabilirsi sulla Terra e che cosa li ha poi allontanati dalla loro nuova patria?
Per trovare risposta a queste domande serviva la testimonianza diretta di chi aveva vissuto da protagonista quelle antiche vicende. Convinto dell’esistenza di questa testimonianza, Sitchin ha cominciato a cercarne le prove. Grazie ad uno studio approfondito delle fonti primarie, ha ricreato le memorie di Enki, il comandante degli Annunaki.
Nasce così Il Libro perduto del Dio Enki, una storia che ha letteralmente inizio in un altro mondo. Un racconto epico di dei e uomini che si svolge parallelamente alla Bibbia e che mette in discussione molte delle nostre certezze sul passato e sul futuro.

Da sempre l’uomo s’interroga sulla sua provenienza, sul significato dell’esistenza e se ci sia vita extraterrestre nell’universo. L’esobiologia, ad esempio, è un campo speculativo della biologia che ne considera la possibilità e la sua possibile natura. Ciò che è certo è che in questo periodo difficile la popolazione mondiale è a rischio. Abbiamo dovuto reinventare la nostra routine quotidiana e organizzare piani a lungo termine per il nostro futuro. Questa pandemia è la ciliegina su una torta composta da altri eventi catastrofici che stanno distruggendo il nostro pianeta. Pensate a tutti i cambiamenti climatici sviluppatosi a partire dal XX secolo e agli incendi che hanno distrutto la vegetazione e causato la morte di milioni di animali, all’inizio di quest’anno in Australia. Se non s’iniziano a trovare soluzioni efficaci al problema, forse faremmo meglio a trovare un modo per lasciare il pianeta come gli Annunaki.