Diario di una bionda

Un po’ di tempo fa, non ricordo esattamente quando, ero a pranzo fuori con un’amica. Al tavolo affianco c’erano due uomini che discutevano a voce alta. È stato inevitabile sentire la loro conversazione. Uno di loro ha esclamato “hai visto quella nuova che ha preso il posto di Michele (nome a caso), non me l’aspettavo da una bionda!”. Questa non è la prima volta che,sfortunatamente, sento qualcosa del genere. Da sempre il colore dei miei capelli mi ha procurato non poche battute di cattivo gusto e scommetto che altre “stupidine” come me possano confermarlo. La cosa divertente è che, due anni fa, dopo essermi tinta i capelli di rosso, l’appellativo più gettonato affibiatomi è diventato “pel di carota”. Quando il biondo è tornato prepotente, come per magia, è tornata anche la stupidità. Ci avete mai fatto caso che nei film, eccovi qualche esempio: “La rivincita delle bionde”(2001), “Mean girls” (2004) o nella serie tv “Glee”, le proganiste e/o personaggi di secondo piano che fanno la parte delle stupide, hanno (ma guarda un po’) tutte i capelli biondi? .

Mean Girls

Ora devo ammettere che nel primo film che ho citato, per chi non lo avesse visto, Elle Woods (Reese Witherspoon) riesce a *rullo di tamburi* laurearsi in legge alla prestigiosissima facoltà di Harvard. Nonostante il riscatto finale della protagonista, il problema rimane. Nel film si alimenta comunque lo stereotipo della bionda che pensa solo ai vestiti e alla sua folta chioma lucente. Però, bel tentativo!. Ma tornando ancora più indietro nel passato, precisamente nel 1339, Petrarca, un nostro evidente fan, rievocava il primo incontro con Laura nel Canzoniere in cui “i suoi capelli biondi erano sparsi al vento che li avvolgeva in mille dolci nodi”. Diciamo che nel periodo del Dolce Stil Novo noi bionde eravamo al culmine della popolarità ma questa volta in senso buono. I riflettori sulla donna-angelo si sono spenti lentamente per poi essere puntati sulle brune. Un esempio è Leopardi che descrive “La dolce lode delle negre chiome” i capelli di Silvia nella sua famosa lirica del 1828. Facendo un bel salto di 125 anni in avanti, si arriva forse alla radice del problema. Si pensa che la donna che abbia dato vita a tutto ciò sia, nientepopodimeno che, Marilyn Monroe, una delle donne più belle della storia del cinema. Il film incriminato è “gli uomini preferiscono le bionde” (1953)

Marilyn Monroe ne “Gli uomini preferiscono le bionde”

in cui la stessa attrice finisce inevitabilmente per essere associata al suo personaggio di donna superficiale, volubile e capricciosa, definendo così il luogo comune che tutti conosciamo oggi. Ovviamente ora non è che sto puntando il dito a Marilyn Monroe, per carità. Non penso che un solo film possa condizionare la mente di miliardi di persone. Ma tirando le somme, la tv e il cinema hanno contribuito ad alimentare uno stereotipo ormai radicato profondamente a livello socio-culturale. In America è andato in onda il 2 maggio del 2010 l’episodio dei simpson “videosorveglianza e reality show” in cui Lisa Simpson si tinge i capelli per “essere presa sul serio”.

Perchè diciamocielo, in un film siamo abituati a vedere sciocche liceali, cameriere un po’ tonte, frivole cheerleader e in generale donne piuttosto facili, tutte accomunate dallo stesso colore di capelli. Ma passiamo ai fatti. Io, essendo bionda e quindi di parte, non posso dare la conferma che l’equazione bionda=stupida non sia vera. Ma è la scienza a dirlo. È stato condotto uno studio da Jay Zagorsky del Center for Human Resource Research (CHRR) alla Ohio State University, sull’ Economic Bulletin. Sono stati esaminati i dati di 11 mila persone su soggetti tra i 14 e 21 anni. Ne è risultato un QI di 102,7 per le castane, 101,2 per le rosse e sarete sorpresi di sapere che sul podio si piazzano proprio loro. Con un QI di 103,2 il primo posto va alle BIONDE.

Questo test ha dimostrato come non sia possibile stabilire una relazione genetica tra il colore dei capelli e l’intelligenza. L’autore dello studio ha aggiunto in seguito “non credo che si possa dire con certezza che le bionde sono più intelligenti, ma si può sicuramente dire che non sono più stupide”. Quindi ora mi rivolgo in particolare alle mie amiche bionde. Non ci serve uno studio per sapere che non siamo delle zucche vuote perchè, come si suol dire, l’abito non fa il monaco. La prossima volta che sento qualcun altro dire che una donna bionda non possa arrivare lontano, mi ricorderò che nella lista delle 100 donne più potenti del mondo, per il settimo anno di fila, al primo posto c’è Angela Merkel, cancelliera tedesca, e che Hillary Clinton è stata la PRIMA donna ad essere candidata alla presidenza americana. E come qualcuno direbbe “però! non me l’aspettavo da una bionda”.